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Archivio 2007

Prima assoluta singolare a Zuffenhausen.Porsche replica agli slogan di Greenpeace con i propri manifesti.


Stoccarda. Per la prima volta nella storia di un’azienda che vanta oltre 60 anni di attività, la Dr. Ing. h.c. F. Porsche AG di Stuttgart ha ricevuto lo scorso luglio la visita di Greenpeace.

Quale migliore occasione per dare il benvenuto alla famosa organizzazione ambientalista con un grande manifesto che recita “Fatto! Dimostrazione Greenpeace alla Porsche. Finalmente ci siamo riusciti!” esposto all’ingresso dello stabilimento Porsche di Zuffenhausen in segno di apprezzamento.

Greenpeace ha accusato l’azienda automobilistica di costruire vetture definite "sporcaccione ambientali". Porsche ha respinto fermamente le accuse, informando gli attivisti che meno del 12 per cento delle emissioni in Germania provengono dalle vetture per trasporto di persone, di cui Porsche rappresenta meno di un decimo dell’1 per cento.

Le sole centrali elettriche, ad esempio, contribuiscono all’inquinamento per il 43 per cento, l’industria per il 16 per cento e le abitazioni private per il 14 per cento. Porsche ha presentato le sue contro-argomentazioni in un secondo grande manifesto intitolato ”Buono a sapersi“, completato da fatti e cifre davvero impressionanti:

”L’apporto di CO2 delle vetture Porsche è inferiore allo 0,1 per cento.“
”Le vetture Porsche emettono il più basso livello di CO2 per CV.“
”Porsche ridurrà le emissioni di CO2 delle proprie vetture di oltre il 20 per cento entro il 2012.“
”Porsche introdurrà un propulsore ibrido che consuma meno di 9 litri ogni 100 km.“

Considerando questi aspetti, riferirsi alle vetture Porsche come "sporcaccione ambientali" è, non solo scorretto, ma anche sintomo di malafede e segno evidente di cattive intenzioni nei confronti del Marchio tedesco.

Porsche ha anche sottolineato, nuovamente, che le emissioni di CO2 delle proprie vetture diminuiscono dell’1,7 per cento ogni anno: un miglioramento che solo pochi costruttori sono in grado di realizzare. Inoltre, le vetture sportive Porsche possono utilizzare circa il 10 per cento di biocarburante (etanolo) garantendo, quindi, un’ulteriore riduzione delle emissioni di CO2 equivalente alla stessa percentuale. La nuova Cayenne, ad esempio, è addirittura in grado di utilizzare fino al 25 per cento di etanolo.

Un altro contributo significativo è rappresentato dalla versione ibrida del modello Cayenne che Porsche intende immettere sul mercato entro il prossimo decennio. L’obiettivo, in termini di consumi, è di ottenere un “8“ davanti al punto decimale: vale a dire che la Cayenne ibrida consumerà meno di 9 litri di carburante ogni 100 chilometri (migliore di 3.14 mpg Imp). Inoltre la  quarta serie di modelli Porsche, la Panamera Gran Turismo, la cui introduzione nel mercato è prevista nel 2009, sarà disponibile anche in versione ibrida.

Porsche ha anche confermato agli attivisti di Greenpeace la propria vocazione a costruire vetture di alta gamma dotate di caratteristiche tecniche, comfort e sicurezza talmente elevati da rendere impossibile un paragone con il segmento delle compatte.

Proprio per questa ragione il costruttore di Stoccarda è contrario ad un limite generico del livello di CO2 applicabile indistintamente a tutte le vetture di qualsiasi Marca. Porsche propone standard per le emissioni di CO2 specifici per i singoli segmenti di mercato o le diverse categorie di auto, standard ambiziosi e rigorosi sotto ogni aspetto.

A conclusione della dimostrazione, Porsche non ha potuto resistere alla tentazione di esporre un terzo grande manifesto recante la scritta: “Cari amici di Greenpeace: Porsche è meglio di quello che pensate. Ma, la buona notizia è che Davide, che ha battuto Golia, era stato
sottovalutato . . .“.

GO

Nota: il materiale fotografico dei poster Porsche è a disposizione dei giornalisti accreditati presso la banca dati Porsche all’indirizzo internet http://presse.porsche.de/

8/2/2007